Obiettivi Formativi:

Il corso proponendo la coordinazione, integrazione e articolazione di tutti i fattori che partecipano al processo costitutivo degli spazi interni per fini museali, porterà gli studenti ad acquisire la capacità di operare una chiara differenziazione tra contenitore e contenuto, ma anche tra esposizione e comunicazione. Inoltre, il corso intende fornire agli studenti strumenti teorici e metodologici essenziali per sviluppare la capacità di lettura critica e quella di elaborazione progettuale di uno spazio destinato ad accogliere “oggetti”, che dovrà rispondere coerentemente alle diverse istanze dei due fattori in gioco: l’allestimento museale e l’architettura dello spazio che lo accoglie. Tale finalità sarà perseguita attraverso una serie mirata di video lezioni, confronti nell’ambito dell’aula virtuale, discussioni sul forum e tramite l’esercitazione progettuale che ogni allievo affronterà durante il corso.

L’allievo dovrà essere messo nelle condizioni di comprendere la complessità della disciplina museografica, ossia della museografia contemporanea, la quale, interdisciplinare per definizione, è collocata per tradizione nel SSD/ICAR16, ma che ampiamente lo trascende negli obiettivi, sanciti dai codici dell’ICOM (International Council of Museum). Essa può avere aspetti tanto indoor quanto outdoor. In questo quadro, l’obiettivo fondamentale del corso è l’esplorazione specifica degli strumenti a disposizione di chi opera nel settore museale per comunicare il significato degli oggetti da esporre in uno spazio interno. Il tema della comunicazione deve essere esplicitato sia attraverso gli strumenti tipici dell’architettura degli interni (spazio, forme, luce, colore, materiali e textures) sia attraverso la capacità di progettare strumenti più propri e tipici della museografia contemporanea (supporti, grafica, modelli, comunicazioni interattive, diorami, ecc.) sia, infine, attraverso la capacità di comprendere le necessità conservativo-curatoriali. Il campo d’azione è costituito dalle collezioni espressioni di un territorio, con le sue sedimentazioni storico-artistiche e archeologiche, ma anche con le sue reali necessità (economiche, turistiche, di sviluppo culturale, d’identità, d’integrazione, ecc.), senza trascurare gli sviluppi della cultura contemporanea internazionale sull’interpretazione e la presentazione delle “cose”.

Il concetto di trasformazione di uno spazio per fini museali, inevitabilmente, porta con sé anche il senso della modernità, a volte in contrapposizione alla tradizione da cui prende avvio, altre volte in assoluta continuità e consonanza con essa. Muovendosi tra innovazione e sostenibilità, tra invenzione tecnologica e comunicazione visiva, il rimando primario sarà quello di calibrare spazi e allestimenti per fini di comunicazione e per accogliere quegli apparati museografici, necessari alla narrazione delle “cose esposte”. Anche se l’architettura dei musei mostra ancora una certa resistenza nei confronti dell’innovazione, l’allestimento museografico si fa per primo elemento trainante verso l’aggiornamento. Il messaggio culturale da veicolare è legato ad un tipo di narrativa non più “lineare”, ed il cui percorso conoscitivo non è più affidato alle cosiddette “gallerie progressive”. Oggi gli interni devono adeguarsi alla linearità della storia narrata, proponendo una deambulazione creativa, durante la quale la successione degli exhibits e il loro potere didattico eviteranno di produrre quel senso di astrazione dal quel passato e da quei contenuti che invece s’intende comunicare.

Programma:

Testi consigliati:

Ruggieri Tricoli M. C., I fantasmi e le cose. La messa in scena della storia nella comunicazione museale, Edizioni Lybra, Milano 2000;

Betron Scwarrz F., Designing exhibitions / austellungen entwerfen, Birkhäuser – Publisher for Architecture, Basel, Boston, Berlin 2006;

Accardi A. R. D., Ruggieri Tricoli M.C., Prospettive per un museo archeologico: il caso di Modica, Quaderno n. 5 di Allestimento e Museografia e Architettura degli Interni – Offset Studio, Palermo 2011; in particolare l’articolo di Accardi A. R. D., “Il riuso della preesistenza ed il progetto d’allestimento”, pp. 11-40;

Brückner U., Scenography / SzenografieMaking spaces talk / Narrative Räume, Avedition GmbH, Ludwisburg 2011.

Risultati di apprendimento attesi:

Inoltre, il corso intende fornire agli studenti strumenti teorici e metodologici essenziali per sviluppare la capacità di lettura critica e quella di elaborazione progettuale di uno spazio interno, che dovrà rispondere coerentemente alle diverse istanze dei due fattori in gioco: l’allestimento museale e l’architettura dello spazio che lo accoglie. Tale finalità sarà perseguita attraverso una serie mirata di lezioni e tramite l’esercitazione progettuale che ogni allievo deciderà di affrontare. Lo studente dovrà riconoscere uno dei possibili e validi approcci contemporanei al tema della progettazione degli allestimenti museografici, ma allo stesso tempo dovrà essere capace di muovere i relativi primi passi progettuali di un’exhibition, permanente o temporanea.

Modalità di accertamento dei risultati di apprendimento acquisiti dallo studente:

Il livello di apprendimento dello studente sarà valutato attraverso alcune prove in itinere, ma maggiormente con il confronto finale sulla base dell’elaborato di fine corso inerente la progettazione di un interno (sopra descritto), sviluppato durante lo svolgimento del corso.

Come si svolge l’esame

Lo studente dovrà presentare all’esame un elaborato finale, che potrà essere costituito da un report di progetto stampato e/o da un file in PowerPoint, nel quale saranno evidenziate le indagini sui casi di studio, le ispirazioni, il concept/scelte progettuali e l’iter che ha condotto alla progettazione dell’allestimento o del riallestimento di una sala museale o di un exhibit sopra descritti.

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